Geminazione e forza consonantica in italiano
Panoramica
Le consonanti geminate (note anche come consonanti “lunghe” o “doppie”) compaiono in molte lingue del mondo, appartenenti a famiglie linguistiche anche molto diverse. Sono comuni in italiano, dove vengono scritte con una doppia consonante in parole come palla, pappa e tuffo, e possono formare coppie minime con le loro controparti semplici: pala, Papa, tufo.
Oltre all’italiano, le geminate si trovano in altre varietà romanze (i cosiddetti “dialetti”) parlate nell’Italia centrale e meridionale (come ad esempio l’umbro, il napoletano e il siciliano), nonché in diverse lingue europee non romanze, tra cui alcune lingue germaniche come lo svedese, il norvegese e l’islandese, e lingue uraliche come il finlandese e l’ungherese.
Molte lingue, però — tra cui l’inglese — non possiedono geminate contrastive a livello lessicale (cioè non hanno coppie minime come pala e palla), e i parlanti di tali lingue spesso trovano difficile percepirle e produrle.
Focus della ricerca
La mia ricerca si concentra principalmente sulla produzione delle geminate (anche se ho co-firmato anche uno studio di percezione: De Iacovo et al., 2025) in quattro varietà regionali dell’italiano: romana, veneta, calabrese e sarda. Questo progetto si origina dal mio lavoro di dottorato (Dian, 2025). Per avere accesso alla mia tesi mi potete contattare qui).
La pronuncia dell’italiano varia considerevolmente da una regione all’altra, e le consonanti sono particolarmente sensibili a tali differenze. Per esempio:
- I parlanti dell’italiano regionale di Roma e di altre varietà centro-meridionali spesso leniscono — cioè indeboliscono — le consonanti sorde semplici tra vocali. Di conseguenza, Il Papa può suonare più simile a Il Paba. In trascrizione fonetica può apparire come [il pap̌a], con una [p̌] parzialmente sonora, nell’IPA, oppure come [il pab̥a], con una consonante lenis [b̥], in sistemi alternativi come il CanIPA.
- Nell’italiano regionale del Veneto e in altre varietà settentrionali, le consonanti geminate vengono spesso descritte come accorciate o non pienamente realizzate. Di conseguenza, pappa (“pappa”) può suonare più simile a Papa. Potrebbero esserci anche differenze sociolinguistiche: parlanti più anziani e/o con minore scolarizzazione sono talvolta descritti come più inclini a mostrare questo comportamento, anche se mancano studi sperimentali sistematici.
- Alcune varietà calabresi aggiungono aspirazione alle geminate /pp/, /tt/ e /kk/, ma non alle loro controparti semplici. Ad esempio, si può sentire [papa] e [pappʰa] (con aspirazione della doppia pp).
- Nell’italiano regionale di Sardegna, la consonante intervocalica in coppie come Papa e pappa può avere una durata simile in entrambe le parole.
Questa ampia variazione regionale rende l’italiano un caso di studio ideale per esplorare come le geminate vengono prodotte e percepite all’interno di una stessa lingua.
Domande di ricerca
Una delle domande centrali della mia ricerca è se la geminazione — il contrasto tra consonanti “lunghe” e “brevi” — sia esclusivamente una questione di durata.
In altre parole:
Le geminate sono semplicemente più lunghe delle semplici, oppure i parlanti e gli ascoltatori sfruttano anche altri indici fonetici, oltre alla durata, per distinguerle nelle diverse varietà?
Non sono certo il primo a porsi questo interrogativo. Già Swadesh (1937) aveva collegato la geminazione alla nozione di “forza” articolatoria, suggerendo che non si tratti solo di durata. Molti studi teorici e sperimentali hanno approfondito questo tema, tra cui Romeo (1967), Leonard (1968), Hooper (1976), Catford (1977), Hankamer et al. (1989), e più recentemente Payne (2005; 2006), Ridouane (2010), Al-Tamimi & Khattab (2018) e Burroni et al. (2024).
Risultati e interpretazione
I miei risultati mostrano che indici non di durata svolgono un ruolo importante: le semplici e le geminate in italiano vengono realizzate foneticamente in modi distinti a seconda della varietà regionale.
- Sebbene la durata consonantica rimanga il principale indizio — soprattutto per le occlusive (/p/), le fricative (/f/) e le affricate (/t͡ʃ/, come la c in bacio) — le diverse varietà regionali mostrano ulteriori correlati specifici. Ad esempio:
- Nell’italiano di Roma, molte consonanti intervocaliche semplici subiscono lenizione e risultano molto brevi e parzialmente sonore, mentre le geminate resistono all’indebolimento, rafforzando il contrasto (Dian et al., 2024).
- Nell’italiano del Veneto, le occlusive sorde intervocaliche non si leniscono e spesso presentano durate più lunghe, talvolta sovrapponendosi alle geminate. Qui è il ruolo della vocale precedente — che si accorcia prima delle geminate — a mantenere il contrasto semplice–geminata (Dian et al., 2024).
Pre-aspirazione, post-aspirazione e “forza” consonantica
Per mantenere forme “forti” e non lenite, i parlanti esercitano maggiore sforzo sia a livello orale (tramite gli articolatori come labbra e lingua) sia a livello laringeo (tramite le pliche — o corde — vocali nella laringe).
Nei miei dati, questa “forza” laringea si manifesta tramite l’aspirazione, cioè un’emissione di aria senza sonorità — simile al suono [h] in parole come l’inglese hot. La manifestazione dell’aspirazione può cambiare a seconda della varietà:
- In molte varietà italiane l’aspirazione compare prima della chiusura consonantica (la cosiddetta preaspirazione) (Dian et al., 2023).
- In alcune varietà calabresi, compare dopo la chiusura, producendo un voice onset time (VOT) lungo, noto anche come post-aspirazione.
- La preaspirazione tende a marcare i suoni sordi “forti”, incluse le geminate, ma può comparire anche nelle consonanti semplici non lenite nel Veneto, dove queste sono anche più lunghe rispetto alle varietà centrali (Dian et al., 2023). Questo suggerisce che le sorde semplici venete possano anch’esse essere considerate “forti”, a differenza di quelle delle varietà centro-meridionali.
Prospettive
La mia ricerca su questo tema è ancora in corso — sto attualmente analizzando nuovi dati e lavorando a studi di percezione insieme a vari collaboratori.
Rimanete aggiornati per nuove analisi e pubblicazioni! :-)
Riferimenti
De Iacovo, V., Dian, A., & Hajek, J. (2025). The perception of gemination in Italian by first-language speakers in Italy and heritage and second-language speakers in Australia. Phonetica, 82(5). https://doi.org/10.1515/phon-2025-0012
Dian, A. (2025). An acoustic-phonetic analysis of the long-short consonant contrast in Italian obstruents across three regional varieties [Doctoral dissertation, University of Melbourne]. https://hdl.handle.net/11343/357116
Dian, A., Hajek, J., & Fletcher, J. (2024). Cross-regional patterns of obstruent voicing and gemination: The case of Roman and Veneto Italian. Languages, 9(12), 383. https://doi.org/10.3390/languages9120383
Dian, A., Hajek, J., & Fletcher, J. (2023). Preaspiration in Italian voiceless geminate and singleton stops. In Proceedings of the 20th International Congress of Phonetic Sciences (pp. 888–892). Prague, Czech Republic.
Al-Tamimi, J., & Khattab, G. (2018). Acoustic correlates of the voicing contrast in Lebanese Arabic singleton and geminate stops. Journal of Phonetics, 71, 306–325. https://doi.org/10.1016/j.wocn.2018.09.010
Burroni, F., Maspong, S., Benker, N., Hoole, P., & Kirby, J. (2024). Spatiotemporal features of bilabial geminate and singleton consonants in Italian. In Proceedings of the 13th International Seminar on Speech Production. Autrans, France.
Catford, J. C. (1977). Fundamental problems in phonetics. Edinburgh: Edinburgh University Press.
Hankamer, J., Lahiri, A., & Koreman, J. (1989). Perception of consonant length: Voiceless stops in Turkish and Bengali. Journal of Phonetics, 17(4), 283–298.
Hooper, J. B. (1976). An introduction to natural generative phonology. New York: Academic Press.
Leonard, C. S. (1968). Initial alternation in Proto-Romance. Language, 44(2), 267.
Payne, E. M. (2005). Phonetic variation in Italian consonant gemination. Journal of the International Phonetic Association, 35(2), 153–181. https://doi.org/10.1017/S0025100305002240
Payne, E. M. (2006). Non-durational indices in Italian geminate consonants. Journal of the International Phonetic Association, 36(1), 83–95. https://doi.org/10.1017/S0025100306002398
Ridouane, R. (2010). Geminates at the junction of phonetics and phonology. In C. Fougeron, B. Kühnert, M. D’Imperio, & N. Vallée (Eds.), Laboratory Phonology 10 (pp. 61–90). Berlin, New York: De Gruyter Mouton. https://doi.org/10.1515/9783110224917.1.61
Romeo, L. (1967). On the phonemic status of the so-called ‘geminates’ in Italian. Linguistics, 5(29), 105–116.
Swadesh, M. (1937). The phonemic interpretation of long consonants. Language, 13(1), 1. https://doi.org/10.2307/409167